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La Pasqua italiana a tavola

La Pasqua, con i suoi riti millenari, i suoi sapori e i suoi simbolismi è di certo il culto più importante della fede cristiana, ma non sua prerogativa esclusiva.

Altra prerogativa della Pasqua? Le sue tipicità gastronomiche. Diverse da regione a regione, racchiudono simbolismi che si perdono nella notte dei tempi, ripercorrendo tradizioni antiche o sapori mutuati da popoli lontani.

Iniziamo dal simbolo pasquale per eccellenza: l’uovo. Fondente, al latte, bianco, nocciolato, aromatizzato o modicano, meglio ancora se artigianale, l’uovo arriva da molto lontano. C’è chi narra che Maria facesse giocare Gesù con delle uova colorate o che ne avesse trovate al sepolcro del figlio la domenica della Resurrezione. Da sempre simbolo di fecondità e abbondanza, è solo nel 1176 che torna in auge il loro uso durante le festività pasquali: in quell’epoca, il Re di Francia Luigi VII, di ritorno dalla Seconda Crociata, fece colorare e distribuire al popolo le numerosissime uova ricevute dall’Abbazia di Saint-Germain-des-Près per festeggiare la vittoria. L’abbondanza delle uova accumulate in Quaresima, ne spiega la loro diffusione in tante ricette del periodo pasquale in tutta Italia.

Ad esempio intere all’interno della Torta Pasqualina in Liguria, una gustosa torta salata riempita di bietole, ricotta e uova sode e rivestita da almeno 33 strati di sfoglia, a ricordare gli anni di Gesù (ma difficilmente se ne registrano più di dodici).

Che si tratti di pasta, pesce, carni o dolci, gli italiani sanno bene come coccolare il loro palato , soprattutto nei giorni di festa , e anche a Pasqua adorano sbizzarrirsi dietro i fornelli fedelissimi alle ricette tradizionali tramandate da generazioni.

Quali sono le ricette di Pasqua tipiche di ogni regione d’Italia?  Scopriamole insieme.

VAL D’AOSTA

Forse la più rappresentativa è la Crescia di Pasqua, una focaccia cresciuta, ovvero lievitata, e impastata con uova, olio d’oliva e pecorino grattugiato. Secondo la tradizione, si gusta a fette, per il pranzo di Pasqua, accompagnata con il salame.



PIEMONTE

Il raviolo “del plin” è una versione di pasta ripiena tipica piemontese. Di norma porta un ripieno di carne e viene condita con sugo d’arrosto.Per la verità la preparazione più antica è quella “al fazzoletto”: i raviolini sono scolati direttamente nel tovagliolo e si servo completamente asciutti e sconditi. Questo ricorda l’usanza di portare il pranzo agli uomini al lavoro nei campi, dentro un tovagliolo. Il nome “plin” significa pizzicotto, e ricorda il caratteristico movimento in cui si “pizzica” la pasta per chiudere i ravioli.

LOMBARDIA

Tra i dolci pasquali indubbiamente il più famoso è la colomba inventata in Lombardia negli anni Trenta per poi diffondersi rapidamente in tutta Italia. La colomba lombarda in quanto a fama è seguita subito dopo da quella siciliana ed entrambe sono state ufficialmente inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T). La colomba Pasquale ricorda molto il panettone, e quella classica è generalmente ricoperta di una glassatura alle mandorle, ma ovviamente è possibile trovare varianti di ogni gusto.

FRIULI VENEZIA GIULIA

Il pranzo di Pasqua in Friuli si chiude con la focaccia (la fujace) realizzata con farina uova latte zucchero e lievito. Solitamente le si da una forma circolare o a colomba con un uovo al centro. La sua dolcezza e aromaticità non così pronunciate trovano gratificazione se accostate a un Moscato d’Astih

TRENTINO ALTO ADIGE

Lo stufato di agnello alla Trentina è un secondo piatto di carne molto gustoso, adatto ad essere gustato durante il pranzo della domenica ma che viene preparato tradizionalmente durante le feste pasquali.

VENETO

In Veneto non c’è Pasqua senza il classico dolce tradizionale: la focaccia veneta, molto simile alla colomba, ma senza canditi all’interno!

LIGURIA

La Torta Pasqualina è il piatto che per eccellenza rappresenta la Pasqua e la Primavera in Liguria grazie all’uso delle uova e delle erbette. La particolarità dell’involucro di pasta, che molti non sanno, è che l’impasto viene diviso in tante palline (fino a 20 o più), stese in foglie sottilissime e poi sovrapposte sulla teglia così da ottenere un risultato sfogliato. Il ripieno invece prevede le bietole fresche di stagione mescolate con la Prescinseua, una cagliata fresca acidula diventata famosa grazie alla Focaccia di Recco di cui ne è il ripieno.

TOSCANA

Prima delle uova di cioccolato e delle colombe, in Toscana per Pasqua si preparava la Pasimata, o “schiaccia”, dolce tipico che prende il nome dalla tradizione di preparare, alla fine della Quaresima, tanti dolci schiacciando decine di uova.

Si tratta di un dolce lievitato, insaporito con semi di anice e scorza di arance, dalla lunga e laboriosa preparazione che, a seconda della quantità di impasto, può durare anche due giorni.

EMILIA ROMAGNA

Un pranzo di Pasqua romagnolo non si può considerare tale se sulla tavola manca una bella fetta di Pagnotta pasquale: dolce tipico della tradizione che si mangia al mattino con l’uovo benedetto, la Pagnotta pasquale è sostanzialmente una ciambella, ed è originaria di Sarsina e dintorni.

MARCHE

Non c’è Pasqua nelle Marche senza “pizza cascio e oe” o “crescia brusca” come la chiamano in alcune zone della nostra regione, ovvero pizza formaggio e uova il cui profumo inebria la casa e stuzzica l’appetito.
Ottima da gustare con i salumi che più preferite, ha la stessa forma del panettone, ma anziché essere dolce è salata ed ha una consistenza molto più spugnosa.

UMBRIA

Tipica dell’orvietano, della Valnerina e delle zone del Trasimeno è invece la preparazione della Torta di Pasqua dolce, ricca di spezie e canditi

LAZIO

La chiamano pizza ma è alta, dolce e soffice. La ricetta è tipica romana e la tradizione vuole che la si prepari per la colazione di Pasqua servita con la Corallina – salame umbro ma molto diffuso a Roma – e le uova sode. Mamme e nonne sono le depositarie dei trucchi del mestiere, tramandati di generazione in generazione, che rendono la pizza cresciutaun dolce che ha tutti i numeri per competere con la ben più diffusa e ormai omologata “colomba”. Si chiama così perché la pasta è frutto di una lunga preparazione, che prevede la lavorazione dell’impasto a più riprese. 

MOLISE

In Molise i fiadoni, chiamati anche casciatelle, sciarone o fiarone fanno da protagonisti. Si tratta di calzoncini rustici con un saporito e ricco ripieno, dal sapore salato e delicato, che li rende appunto rigonfi, panciuti.

ABRUZZO

Il timballo di scrippelle è una ricetta tipica pasquale della tradizione culinaria abruzzese. Esistono diverse varianti di questo piatto, ma la caratteristica principale è l’utilizzo delle scrippelle, una sorta di crêpes preparate soltanto con uova, acqua e farina tipiche della tradizione abruzzese, soprattutto della provincia di Teramo.



CAMPANIA

Regina indiscussa della tavola di Pasqua in Campania è però la famosa pastiera napoletana, così buona che molte pasticcerie ora la preparano durante tutto l’anno e non più solo a pasqua. Si racconta che, per la sua bontà, l’imperatrice Maria Teresa D’Asburgo, che non rideva mai, dopo averla assaggiata avesse fatto uno dei suoi primi sorrisi facendo nascere il detto napoletano “magnatell’ ‘na risata”. La pastiera, di colore giallo, altro non è che una torta di pasta frolla croccante, con il morbido ripieno di ricotta, uova, zucchero, frutta candita e grano bollito nel latte. Nella ricetta originale viene inoltre aromatizzata con cannella, canditi, scorze d’arancia e vaniglia. Nel salernitano, la versione è leggermente differente sostituendo il riso al grano, mentre a Mondragone la si prepara senza ricotta.

PUGLIA

Le Scarcelle appartengono alla grande famiglia dei dolci pasquali e in Puglia la tradizione dolciaria legata a questa festività è assai variegata e con una lunga tradizione storica. Le scarcelle, o scarielle, devono il nome alla loro forma originaria a ciambella, detta appunto in dialetto “scarsella”. In realtà questi dolcetti hanno assunto una gran varietà di forme, da smeplici biscotti tondi alle più belle trecce o colombine. Vengono decorate con una glassa bianca e guarnite con zuccherini ma la loro particolarità, che ricorda altri dolci pasquali del sud Italia è la presenza delle uova incastonate. Le uova, incastrate nella pasta da crude si cuociono in forno insieme all’impasto e simboleggiano un augurio di fertilità.

BASILICATA

Molto diffusa anche in Basilicata è la “ pizza palom’ ”, torta rustica simile al casatiello napoletano, preparata prevalentemente con formaggio, ricotta, soppressata e uova.




CALABRIA

La pitta ripiena è una torta rustica tipica calabrese che si prepara solitamente nel periodo pasquale, in particolare per Pasquetta ma in generale per i picnic all’aria aperta. La pitta ripiena è preparata con una base di pasta di pane a lunga lievitazione e poi farcita con salsiccia calabrese, caciocavallo, ricotta e uova sode. 





SICILIA

La regina indiscussa pasquale siciliana è la cassata siciliana,torta tradizionale  a base di ricotta zuccherata (tradizionalmente di pecora),pan di spagna, pasta reale e frutta candita.

SARDEGNA

Le pàrdulas, così chiamate in sardo in zone quali il Sulcis, i Campidani di Cagliari e Oristano, etc., così come le casadinas, altra variante delle Barbagie, del Logudoro, etc., sono un tipico dolce pasquale della tradizione sarda.

Insomma in Italia il buon cibo sicuramente non manca.

Noi di Saporita vi facciamo i migliori auguri e vi auguriamo soprattutto…

BUON APPETITO!

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